Inquadramento territoriale e localizzazione produttiva
Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, lungo l’attuale via Valentinis a Monfalcone, si organizzò un’area produttiva intimamente collegata all’accesso ferroviario e al sistema portuale, idonea all’insediamento di opifici caratterizzati da un’elevata domanda energetica e logistica, legata all’approvvigionamento delle materie prime, allo stoccaggio dei semilavorati e alla spedizione dei prodotti finiti.
La fase Treves e la produzione di ceresina
Su questo sedime, tra la fine del XIX secolo e i primi anni del XX, operò la Treves, un’impresa industriale specializzata nella produzione di ceresina, una cera minerale raffinata ottenuta dalla depurazione dell’ozocerite, che è una cera fossile naturale composta prevalentemente da idrocarburi paraffinici ad alto peso molecolare con minute percentuali di prodotti resinosi ossigenati e, talora, di oli minerali.
La ceresina, opportunamente depurata e decolorata, era definita come sostanza cerosa di tonalità compresa fra il bianco e il giallo, impiegata quale surrogato della cera animale nella produzione di vernici, cere da scarpe e tessuti impermeabili, oltre che in applicazioni affini di rivestimento e finissaggio.
Il primo stabilimento si presentava come un complesso articolato in più corpi edilizi, comprendente l’edificio principale, una centralina di alimentazione interna, funzionale alla produzione e alla distribuzione dell’energia necessaria ai processi produttivi e ai servizi di stabilimento, i magazzini e due ciminiere, ed era configurato fin dall’origine per operare in condizioni di sostanziale autonomia energetica, in relazione a un ciclo produttivo caratterizzato da un elevato apporto termico e dalla conseguente esigenza di gestione dei fumi di combustione; le due ciminiere sono verosimilmente da identificare con quelle giunte sino a noi, uniche emergenze materiali superstiti dell’intero complesso industriale.
La filiera produttiva si fondava su operazioni di fusione, chiarifica e depurazione del materiale grezzo, finalizzate all’ottenimento di un prodotto stabile e omogeneo, secondo procedimenti attestati nella letteratura tecnica e brevettuale dell’epoca.
In tale contesto, la centralina di alimentazione e le ciminiere risultavano funzionali alla produzione del calore di processo necessario al mantenimento in temperatura delle masse cerose e al funzionamento dei servizi di stabilimento, in una fase storica in cui l’autonomia energetica locale rappresentava una soluzione diffusa negli impianti a ciclo termico.
Dalla guerra all’Oleificio Luzzatti e alla ricostruzione del 1923
La Prima guerra mondiale determinò distruzioni e una marcata discontinuità d’uso del complesso. Nel primo dopoguerra si costituì a Trieste la Prima Spremitura Triestina d’Olio Luzzatti & Co., presieduta da Enrico Luzzatti, attiva nella spremitura ed estrazione di oli da semi, frutti oleosi e sanse e, negli anni successivi, anche in lavorazioni di raffinazione che giunsero a includere l’idrogenazione, indicativa di un livello tecnologico riconducibile alla grande industria oleochimica. In tale quadro, l’area monfalconese venne acquisita dall’Oleificio Luzzatti e nel 1923 furono avviati gli interventi di ricostruzione e ampliamento dei fabbricati, inserendo lo stabilimento nel più ampio progetto industriale promosso dallo stesso Luzzatti.
Subentro Gaslini, incorporazione e testimonianze materiali
Alla fase Luzzatti fece seguito il subentro della Gaslini, la cui presenza nel sito monfalconese si inserì in un più ampio retroterra industriale giuliano già attivo nella spremitura degli oli vegetali a partire dalla fine dell’Ottocento. In questo contesto, la Gaslini risultava strutturata come operatore oleario di scala rilevante nel panorama industriale nazionale, trasformata in società anonima nel 1916 e caratterizzata, nei decenni immediatamente successivi, da una strategia di espansione fondata su partecipazioni e acquisizioni, funzionale al controllo delle principali fasi della filiera olearia.
L’ingresso della Gaslini nel complesso monfalconese rappresentò l’ultimo passaggio di proprietà e determinò un ulteriore incremento del patrimonio edilizio dello stabilimento. In tale quadro, l’acquisizione finale della Prima Spremitura Triestina d’Olio si configurò come un’operazione di consolidamento di filiera: la società, posta in liquidazione nel 1951, venne incorporata per fusione nella Gaslini il 24 novembre 1966, chiudendo formalmente la vicenda societaria del soggetto produttore e lasciando il sedime monfalconese come ultima propaggine materiale di una lunga continuità di processi termici e di raffinazione.
La progressiva dismissione degli impianti e la successiva trasformazione urbanistica dell’area determinarono la perdita quasi totale del costruito industriale, cancellando la leggibilità diretta dei volumi e delle strutture produttive. In questo processo, la sopravvivenza delle ciminiere assume un valore documentario primario, in quanto unica testimonianza materiale di un comparto che per oltre mezzo secolo caratterizzò le dinamiche produttive e infrastrutturali di questo settore del territorio monfalconese.
Bibliografia essenziale
Consorzio Culturale del Monfalconese, Fabbrica Ceresina Treves – Oleificio Luzzatti – Gaslini
Consorzio Culturale del Monfalconese, Archeologia industriale nel Monfalconese
Ecomuseo Territori, Industrializzazione del Monfalconese
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Patrimonio Culturale FVG, schede di archeologia industriale
Marina Dorsi, Le Officine elettriche dell’Isonzo, in «Bisiacaria», Annuario dell’Associazione Culturale Bisiaca, Monfalcone, 1992
Edino Valcovich, Il Quartiere di Panzano a Monfalcone. Villaggio operaio e ville per i dirigenti del Cantiere Navale Triestino (1908-1927), «Drassana», n. 27, 2019
Società Adriatica di Elettricità, Il gruppo. La sua attività tecnica ed economica dalle origini al 1929, Universale Tipografia Poliglotta, Roma, 1929
Letteratura tecnica e brevettuale di fine Ottocento e primo Novecento relativa alla raffinazione delle cere minerali, alla produzione di ceresina e ai processi oleochimici
Fonti archivistiche e societarie su Oleificio Luzzatti e Gaslini (registri camerali, annunzi societari, documentazione amministrativa)




