A Monfalcone il sistema termoelettrico si è configurato nel tempo come parte di un assetto più ampio, nel quale la dimensione portuale, quella industriale e quella energetica hanno operato in stretto rapporto. L’arrivo del carbone via mare, la sua gestione entro le vaste aree di servizio, la produzione dell’energia e la sua successiva immissione in rete hanno composto una medesima sequenza funzionale, legata all’organizzazione del porto e del territorio circostante.
In questo quadro la centrale ha assunto il carattere di un’infrastruttura complessa, radicata nel paesaggio produttivo locale e capace di rifletterne le trasformazioni economiche e tecniche.
Su tale base storica s’innesta oggi la riconversione contemporanea, che intende sostituire la lunga stagione del carbone con un nuovo assetto impiantistico fondato sul gas naturale, entro una nuova fase indirizzata alla prospettiva di utilizzo dell’idrogeno in miscela e a una diversa idea di produzione, più flessibile e più coerente con la transizione in atto.

Il funzionamento della centrale termoelettrica dismessa
Il funzionamento della centrale termoelettrica dismessa
dagli anni '60 a "ieri"

A Monfalcone, la centrale termoelettrica a carbone è ormai in dismissione. Nel suo funzionamento originario, la generazione energetica prendeva forma entro un rapporto stretto fra approdo marittimo, spazi di deposito e processo produttivo, in un continuum tecnico nel quale il combustibile, giunto via nave, veniva un tempo immesso quasi senza…
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Il futuro impianto a ciclo combinato
Il futuro impianto a ciclo combinato
direzione "domani"

La riconversione della centrale di Monfalcone segna il passaggio da un grande impianto a carbone a una nuova configurazione a ciclo combinato alimentata a gas naturale, entro un processo che conserva al sito una funzione strategica ma ne trasforma profondamente il profilo tecnico. Il nuovo assetto si fonda su maggiore…
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