A
anidride solforosa (SO₂): composto gassoso che si forma prevalentemente per ossidazione dello zolfo presente nel combustibile durante la combustione; in camera di combustione lo zolfo (S) si ossida principalmente a SO₂ (S + O₂ → SO₂) e una quota minore può ulteriormente ossidarsi a SO₃ (SO₂ + 1/2 O₂ → SO₃), specie in presenza di superfici calde, catalisi e particolato; la SO₂ è quindi tipica di combustibili con tenore di zolfo non trascurabile come olio combustibile, nafte pesanti e, in generale, combustibili solidi o liquidi pesanti, mentre con gas naturale di rete la formazione è normalmente bassa perché il gas è desolforato a monte e i composti solforati sono in tracce; dal punto di vista impiantistico condiziona corrosione, depositi, punto di rugiada acida e soprattutto la necessità e il dimensionamento della sezione DeSOx
alternatore: macchina elettrica sincrona rotante che converte potenza meccanica in potenza elettrica in corrente alternata; nei gruppi termoelettrici è accoppiato alla turbina a vapore oppure, nei cicli combinati, al turbogas, e lavora a velocità coerente con la frequenza di rete (50 Hz) e con il numero di poli; comprende rotore eccitato e statore trifase, sistemi di raffreddamento (aria, idrogeno, acqua di statore nei grandi alternatori), eccitazione e regolazione della tensione, oltre a protezioni dedicate (differenziale, guasto a terra, perdita eccitazione, sovra e sottofrequenza, sovratensione e sottotensione); la potenza attiva dipende dalla coppia e dalla regolazione del gruppo, la potenza reattiva dal regime di eccitazione e dai requisiti di tensione imposti dalla rete
apparecchiature MT: insieme coordinato di quadri e dispositivi di media tensione che assicurano manovra, protezione, misura e sezionamento dei circuiti tra generazione, trasformazione e servizi ausiliari; tipicamente includono sbarre e celle isolate, interruttori (in vuoto o SF₆), sezionatori e sezionatori di terra, TA e TV, relè di protezione e automazioni, interblocchi e sistemi di segnalazione; in centrale la MT alimenta gran parte dei servizi ausiliari (pompe, ventilatori, compressori, impianti trattamento acque) e quindi incide direttamente su disponibilità, tempi di ripristino, selettività dei guasti e sicurezza delle manutenzioni
C
condensatore a miscela WESTINGHOUSE-LEBLANC: condensatore a contatto diretto nel quale il vapore di scarico della turbina viene condensato per miscelazione con l’acqua di raffreddamento, senza una superficie di scambio separata come nei condensatori di superficie; la funzione è creare e mantenere il vuoto allo scarico turbina, riducendo la contropressione e migliorando il rendimento, oltre a stabilizzare la marcia del gruppo; la configurazione a miscela è storicamente robusta e relativamente semplice, ma richiede gestione accurata degli incondensabili tramite eiettori o pompe del vuoto e produce un condensato non separato dall’acqua di raffreddamento, con effetti su trattamento acqua, corrosione e possibilità di riuso
D
DeNOx: sezione impiantistica per l’abbattimento degli ossidi di azoto nei fumi di combustione, finalizzata al rispetto dei limiti emissivi e alla riduzione dell’impatto su qualità dell’aria; i NOx si formano soprattutto per meccanismi termici (alte temperature di fiamma, reazione tra azoto e ossigeno dell’aria) e, in misura variabile, per azoto contenuto nel combustibile; il DeNOx si realizza tipicamente con tecniche SNCR e/o SCR (spesso combinate con misure alla fonte come bruciatori low NOx e ottimizzazione dell’aria), e include stoccaggi e sicurezza del reagente, sistemi di dosaggio, controlli di processo, integrazione con la conduzione caldaia o turbogas e verifiche in continuo tramite SME
DeSOx: sezione di desolforazione dei fumi progettata per abbattere SO₂ e ridurre l’acidità complessiva dei fumi, particolarmente rilevante quando si impiegano combustibili con zolfo significativo; la tecnologia più diffusa nelle grandi centrali è la desolforazione a umido con assorbimento in sospensione alcalina, tipicamente calcare o calce, in torre di lavaggio, con reazioni che portano a solfiti e solfati e spesso alla produzione di gesso come sottoprodotto; esistono anche soluzioni a secco e semi-secco, scelte in funzione di taglia, spazio disponibile, acqua e requisiti autorizzativi; un DeSOx completo comprende assorbitore, ricircoli, preparazione reagente, sistemi anticorrosione, trattamento sottoprodotti e gestione delle correnti liquide generate dai lavaggi, che possono richiedere trattamenti spinti fino a configurazioni ZLD
dorsali di trasmissione: infrastrutture elettriche principali ad alta o altissima tensione che trasferiscono grandi blocchi di potenza su distanze medio lunghe e connettono le centrali ai nodi della rete di trasmissione; includono non solo le linee, ma anche trasformatori elevatori, stazioni AT, sbarre, interruttori e protezioni, sistemi di misura, telecontrollo e criteri di esercizio imposti dal gestore di rete, quali dispacciamento, regolazione della tensione e servizi ancillari
E
EDISON: denominazione storica legata al sistema di imprese Edison e, più in generale, alle grandi concentrazioni industriali italiane del settore elettrico tra fine Ottocento e Novecento; nei documenti può comparire come operatore, socio, controparte contrattuale o riferimento tecnologico e commerciale, e funge spesso da indicatore di contesto per standard tecnici, modelli di gestione, filiere di fornitura e assetti societari
G
GANZ: marchio e polo industriale storico di Budapest con forte presenza nel settore elettromeccanico tra Otto e Novecento; ricorre come costruttore di macchine e componenti e può costituire un indizio utile per datazioni, filiere di fornitura austro ungariche e scelte tecnologiche di matrice centroeuropea
gas naturale: combustibile gassoso prevalentemente metano, alimentato in centrale tramite metanodotto con stazione di consegna e regolazione che include misura, filtrazione, riduzione pressione, riscaldamento e dispositivi di blocco e sicurezza; consente combustione con assenza di ceneri e tenori di zolfo generalmente bassi, riducendo l’esigenza di DeSOx rispetto a combustibili pesanti, mentre resta centrale la gestione dei NOx mediante bruciatori low NOx e, se necessario, SCR; introduce vincoli di sicurezza (ATEX, rilevazione fughe, valvole di intercettazione rapide), continuità di fornitura e qualità del combustibile (potere calorifico, indice di Wobbe) che influenzano regolazioni e prestazioni
GWh: unità di energia pari a 10^9 wattora, usata per esprimere produzione o consumo su base stagionale o annua; è distinta dalla potenza in MW perché misura l’energia complessiva prodotta in un intervallo di tempo e consente di leggere fattore di utilizzo e ore equivalenti rispetto alla potenza installata
gruppo: unità funzionale di generazione che, nella termoelettrica classica, comprende caldaia o generatore di vapore, turbina a vapore, alternatore e principali ausiliari (condensazione e vuoto, acqua alimento, lubrificazione, raffreddamenti, automazione e protezioni); nei cicli combinati si estende al turbogas con generatore, caldaia a recupero e turbina a vapore, con assetti monoalbero o multialbero; ogni gruppo ha propri vincoli di avviamento e arresto, curve di rendimento, limiti termo meccanici e una propria storia manutentiva che condiziona disponibilità e affidabilità
H
hp: unità di potenza storica usata per qualificare la taglia delle macchine; nei documenti può comparire con convenzioni diverse, ma come ordine di grandezza 500 HP corrispondono a circa 370 kW, dato utile per interpretare targhe, progetti e confronti con kW e MW moderni
I
ingranaggi conici: organi di trasmissione che trasferiscono moto e coppia tra alberi non coassiali, tipicamente a 90 gradi; in impianto possono comparire in rinvii di servizi ausiliari e azionamenti, e richiedono allineamento accurato, lubrificazione e controllo usura per limitare vibrazioni, rumore, surriscaldamenti e perdite meccaniche
K
kV: unità di tensione pari a 1000 volt, impiegata per indicare tensione nominale di generatori, trasformatori e reti; influisce su correnti, perdite, dimensionamento degli isolamenti, distanze, livelli di cortocircuito e configurazioni di protezione
kVA: unità di potenza apparente in corrente alternata, usata per alternatori e trasformatori perché tiene conto sia della componente attiva sia di quella reattiva; il rapporto tra kW e kVA dipende dal fattore di potenza, e quindi dalla gestione della reattiva e dal contributo dell’impianto alla regolazione della tensione di rete
L
l/Wh: indicatore economico storico del costo di produzione dell’energia, utile per mettere in relazione rendimento, costo combustibile, manutenzioni e ammortamenti secondo criteri d’epoca e comprendere le scelte impiantistiche in termini di convenienza e priorità di investimento
M
moltiplicatore di giri: organo meccanico che adegua la velocità dell’albero motore a quella richiesta dal generatore; lavora con carichi elevati e continui e richiede lubrificazione forzata, controllo termico e monitoraggio vibrazionale, perché usure e disallineamenti possono tradursi rapidamente in instabilità, danneggiamenti e fermate
moltiplicatori: famiglia di trasmissioni che modificano il regime di rotazione tra motrice e generatore, includendo scatole ingranaggi, accoppiamenti e rinvii; nei documenti tecnici la denominazione è utile perché spesso si descrivono requisiti e criticità in modo aggregato, come allineamento, lubrificazione, vibrazioni, efficienza e manutenzione
motrice a vapore SKODA: macchina a vapore impiegata come motrice principale o di riserva per trascinare un alternatore, tipicamente per garantire continuità di servizio; la taglia citata 500 HP a 180 giri/min indica un’impostazione robusta, da meccanica pesante, coerente con l’uso in contesti industriali in cui la riserva termica era considerata una garanzia di esercizio
MT: media tensione, livello di tensione tipico della distribuzione e dei servizi ausiliari industriali, collocato convenzionalmente tra bassa e alta tensione; nei contesti italiani la MT ricorre spesso in taglie indicative 10, 15 o 20 kV, con quadri dedicati, protezioni selettive e trasformatori MT/BT e, in centrale, alimentazione dei principali motori e utenze di processo; la corretta architettura MT è elemento determinante per affidabilità, selettività dei guasti e tempi di ripristino
N
nafta pesante: frazione petrolifera ad alta viscosità, con tenore di zolfo variabile, impiegata come combustibile in grandi caldaie; richiede preriscaldo per pompaggio e atomizzazione, filtrazione e gestione depositi, e comporta in genere emissioni più impegnative in termini di SOx e particolato rispetto ai combustibili leggeri, rendendo spesso necessari sistemi di abbattimento dedicati e una gestione accurata delle correnti liquide da lavaggi
O
olio combustibile denso: combustibile liquido pesante caratterizzato da elevata viscosità e necessità di riscaldamento lungo stoccaggio e linee per assicurare movimentazione e corretta atomizzazione ai bruciatori; richiede serbatoi riscaldati e coibentati, tracciamenti, filtri, misurazione e logiche di avviamento che possono prevedere l’uso di combustibili più leggeri; dal lato ambientale è strettamente legato al tenore di zolfo e alle ceneri, con effetti su SO₂, depositi e corrosione e quindi sulla necessità di DeSOx e di sistemi di trattamento fumi e acque più complessi
opera di presa (per centrale termoelettrica): sistema con cui si capta e convoglia in impianto l’acqua di raffreddamento e di servizio; include bocca di presa, griglie e sgrigliatura, eventuali filtri e dissabbiatori, stazione pompe, valvole e condotte, fino alle opere di restituzione; in ambiente marino o lagunare richiede soluzioni anticorrosione e anti fouling, gestione dei detriti e controllo delle temperature di restituzione, perché incide sia sulla continuità di esercizio sia sugli impatti locali
P
palancolate: opere in palancole metalliche impiegate come contenimento provvisionale o permanente per scavi e fondazioni in condizioni di falda o in prossimità d’acqua; nelle centrali sono tipiche nelle opere di presa, canali di raffreddamento, sottoservizi e basamenti, e comportano vibroinfissione o infissione battuta, tirantature, coronamenti e verifiche di stabilità e filtrazione
potenza installata: somma delle potenze nominali di targa delle unità di generazione presenti in impianto, espressa in kW o MW; è un valore di progetto e inventario e non coincide necessariamente con la potenza effettivamente disponibile, che dipende da condizioni ambientali e operative, degradi, indisponibilità parziali, limiti ambientali e vincoli di rete; è però fondamentale per leggere cronologie di potenziamento, dismissione, riconversione e confronto tra assetti impiantistici nel tempo
R
rete MT: rete di media tensione destinata alla distribuzione locale e all’alimentazione dei principali servizi ausiliari della centrale; adotta criteri di selettività e coordinamento protezioni per isolare i guasti minimizzando l’impatto sull’esercizio e, nelle configurazioni più robuste, è magliata o ad anello con possibilità di rialimentazione e supporto da fonti di emergenza per i servizi essenziali
S
SCR: riduzione catalitica selettiva degli ossidi di azoto, tecnologia DeNOx in cui i fumi attraversano un reattore catalitico e, tramite iniezione controllata di ammoniaca o di urea (che genera ammoniaca), gli NOx vengono convertiti principalmente in azoto e acqua; garantisce rese elevate, ma richiede condizioni operative coerenti con la finestra termica del catalizzatore, controllo dello slip di ammoniaca, gestione di eventuali avvelenamenti o intasamenti e integrazione con il sistema di misura e controllo emissioni
SNCR: riduzione non catalitica selettiva degli ossidi di azoto, tecnologia DeNOx basata su iniezione di urea o ammoniaca direttamente in una zona dei fumi a temperatura idonea, senza catalizzatore; è impiantisticamente più semplice e meno onerosa di uno SCR, ma le rese sono tipicamente inferiori e più sensibili alle condizioni di temperatura e miscelazione, con rischio di incremento di slip di ammoniaca se non ben regolata
serbatoio a tetto galleggiante per olio combustibile: serbatoio atmosferico con tetto mobile flottante sulla superficie del combustibile, che riduce il volume di vapori e le emissioni evaporative; integra tenute periferiche, guide, drenaggi acque meteoriche, valvole di sicurezza e sistemi antincendio, oltre a bacino di contenimento; con combustibili densi può richiedere riscaldamento interno e coibentazione per mantenere la viscosità compatibile con pompaggio e prelievo, e procedure di gestione dei fanghi e delle acque contaminate
serbatoio piezometrico (per centrale termoelettrica): volume di compenso impiegato per stabilizzare pressione e portata in circuiti d’acqua, smorzando transitori e colpi d’ariete generati da manovre valvole o avviamenti pompe; può assumere forme diverse in funzione del circuito, vaso di espansione, serbatoio in quota o torre piezometrica, e può servire anche come riserva immediata per utenze critiche in caso di disturbi temporanei
Sistema di Monitoraggio delle Emissioni (SME): sistema strumentale e informatico per la misura e gestione dei parametri emissivi al camino; comprende analizzatori per gas principali, sistemi per polveri, misura portata e temperatura, campionamento e condizionamento, calibrazioni, acquisizione dati e procedure di validazione, archiviazione e trasmissione secondo prescrizioni autorizzative; è elemento centrale della conformità ambientale perché i dati misurati alimentano reportistica e verifiche dell’ente di controllo e richiedono tracciabilità, garanzie di qualità e gestione delle indisponibilità strumentali secondo regole stabilite
SIEMENS-SCHUCKERT: gruppo elettrotecnico storico la cui denominazione ricorre su apparecchiature di manovra, protezione e misura; nei contesti impiantistici è spesso un indicatore di filiera e standard tecnologici legati alla tradizione elettrotecnica tedesca, con ricadute su tipologie costruttive, logiche di protezione e documentazione d’epoca
SKODA: denominazione industriale legata alle Skoda Works, grande polo di meccanica pesante; ricorre come fornitore di macchine energetiche e componenti e può aiutare a interpretare epoche di fornitura, robustezza costruttiva e scelte tecnologiche di matrice centroeuropea
supporto guida: cuscinetto o sistema di supporto dell’albero rotante, radiale e talvolta reggispinta, che garantisce centraggio, riduce attriti e controlla disallineamenti; integra lubrificazione e controllo temperature e, nelle macchine critiche, sensori vibrazionali, perché un suo degrado può generare instabilità, usure accelerate e fermate impiantistiche
T
TA: trasformatore amperometrico, trasformatore di corrente impiegato per ridurre la corrente primaria a valori standardizzati e misurabili (tipicamente 1 A o 5 A) per strumenti, relè di protezione e sistemi di controllo; è componente essenziale nei quadri MT e AT perché consente misura, contabilizzazione e intervento delle protezioni, e richiede corretta classe di precisione, classe di protezione e dimensionamento del carico secondario per evitare saturazioni e misure errate in guasto
TV: trasformatore voltmetrico, trasformatore di tensione impiegato per ridurre la tensione primaria a valori standardizzati (per esempio 100 V) per misure, protezioni e regolazioni; può essere induttivo o capacitivo a seconda dei livelli di tensione e delle configurazioni, ed è fondamentale per funzioni come protezioni di tensione, sincronismi, regolazione AVR e logiche di rete; richiede corretta classe di precisione, isolamento e coordinamento con le sovratensioni transitorie
W
Watt (W): unità di misura della potenza nel Sistema Internazionale, pari a 1 joule al secondo; in ambito elettrico rappresenta la potenza attiva, cioè la quota effettivamente trasformata in lavoro o calore, ed è distinta dalla potenza apparente in voltampere (VA) e dalla potenza reattiva in var; per le taglie impiantistiche si usano multipli come kW, MW e GW, mentre per l’energia si ricorre a Wh, kWh e GWh
WESTINGHOUSE: marchio storico associato a un grande gruppo industriale nelle filiere dell’energia e dell’elettrotecnica; in impianto può comparire su componenti elettrici e su ausiliari lato vapore come condensatori e sistemi correlati, e spesso segnala una stagione di modernizzazione basata su forniture o licenze di matrice internazionale
Z
ZLD (zero liquid discharge): configurazione di gestione reflui che mira a eliminare lo scarico liquido verso l’esterno recuperando acqua per riuso interno e trasformando il residuo in solidi o concentrati; tipicamente combina trattamenti fisico chimici, filtrazioni, osmosi inversa, concentratori ed evaporatori e, se necessario, cristallizzatori; è adottata quando i vincoli sugli scarichi sono stringenti o quando le correnti hanno salinità e contaminanti elevati, per esempio in presenza di lavaggi e spurghi da DeSOx, ma comporta maggiore complessità, consumi energetici e una gestione integrata dell’intero ciclo acque di centrale
zoccolo di fondazione: elemento strutturale in calcestruzzo armato che trasferisce i carichi a terra e integra ancoraggi, piastre e passaggi impiantistici; nelle macchine rotanti incide sul comportamento dinamico perché rigidezza e continuità influenzano vibrazioni e risonanze, oltre a costituire una traccia materiale utile per leggere fasi costruttive, sostituzioni e riallineamenti nel tempo

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