Un territorio di incroci e vocazioni

Monfalcone si specchia in un angolo di alto Adriatico dove, da tempo immemorabile, le vie di terra e di mare si incontrano e si sovrappongono, determinando i destini di uomini e comunità che qui hanno costruito lavoro, relazioni e ricchezza. Tra lagune litoranee, scogliere affacciate sul mare e l’altipiano carsico, questo territorio ha concentrato funzioni strategiche e traffici che, a partire dalla metà dell’Ottocento, hanno favorito un processo di industrializzazione profondo e duraturo, strettamente intrecciato alle vicende della vicina Trieste.

Dalla manifattura alla grande industria energetica

Dopo una prima fase segnata dalla nascita del Cotonificio Triestino e da un tessuto di imprese di piccole e medie dimensioni, tra la fine del XIX secolo e la Grande Guerra si afferma un sistema produttivo di scala maggiore. In questo contesto, la costruzione del canale Dottori e la conseguente disponibilità di energia elettrica da fonte idroelettrica rappresentano una svolta strutturale, rendendo possibile un’ulteriore espansione e conducendo, nel 1914, all’entrata in funzione della prima centrale termoelettrica a carbone. L’energia diventa così la chiave interpretativa dello sviluppo industriale e territoriale, passando da innovazione tecnica a infrastruttura portante della modernità locale.

L’energia come filo narrativo e interpretativo

Il progetto Monfalconelettrica nasce per raccontare questa lunga traiettoria assumendo l’evoluzione della produzione e trasformazione dell’energia elettrica come filo conduttore dell’intera narrazione. Seguendo il tracciato delle infrastrutture energetiche si colgono scelte, accelerazioni e discontinuità capaci di incidere in modo duraturo sull’organizzazione del lavoro, sulla vita quotidiana e sull’aspetto stesso dei luoghi, trasformando l’energia in una vera e propria regia del territorio.

Ricerca, restituzione e sguardo al futuro

Monfalconelettrica sviluppa questo impianto attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia ricerca storica, archeologia industriale ed etnografia, fondando l’indagine su documenti d’archivio, pubblicazioni storiche e accademiche, fonti digitali, materiali iconografici e lo studio dei siti industriali. I risultati confluiscono nella digitalizzazione dei materiali, nella realizzazione di un filmato in sei parti dedicato alla storia industriale del Monfalconese e in un portale web che integra narrazione audiovisiva e contenuti di approfondimento. In questa prospettiva, il progetto si configura come un primo tassello di una programmazione di più lungo periodo, pensata per offrire strumenti di lettura utili non solo a comprendere il passato, ma anche a immaginare il ruolo che Monfalcone potrà continuare a svolgere come nodo energetico, industriale e culturale nel prossimo futuro.


Il progetto Monfalconelettrica – energia, industria e trasformazioni nel monfalconese è finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito dell’avviso pubblico dell’8 marzo 2024 dedicato alla conoscenza e all’approfondimento della storia e dell’etnografia regionale, attraverso studi e ricerche, raccolta di testimonianze, digitalizzazione e recupero di materiali audiovisivi e fotografici, nonché la creazione di prodotti multimediali e di storytelling.

Consorzio Culturale del Monfalconese | Ecomuseo Territori

Il Consorzio Culturale del Monfalconese (CCM) è una realtà che, dal 1977, lavora per promuovere e tutelare la cultura come fattore di crescita civile del territorio, con un’impostazione che contempla sia una vasta programmazione culturale, sia la costruzione e l’offerta di servizi, occasioni e strumenti che mantengono valore nel tempo.
Il Consorzio è sostenuto dai Comuni consorziati (Fogliano Redipuglia, Monfalcone, San Pier d’Isonzo, Sagrado, Ronchi dei Legionari, Staranzano, San Canzian d’Isonzo, Turriaco) e, insieme alle attività culturali, gestisce l’Ecomuseo Territori, un ecomuseo riconosciuto e inserito nel sistema regionale che sostiene e valorizza, nel contempo, comunità, paesaggio e memoria tra Carso, Isonzo e Adriatico.
Un territorio di confine, ricchissimo di tracce storiche e naturalistiche e di connessioni spesso di non immediata lettura come le trasformazioni urbane, i mestieri d’un tempo e quelli contemporanei, l’acqua e le bonifiche, le lingue e le identità locali, la cultura materiale e quella immateriale.

Consorzio di Sviluppo Economico della Venezia Giulia

Il COSEVEG, Consorzio di Sviluppo Economico della Venezia Giulia, è un ente pubblico economico che opera come soggetto di riferimento per rendere più solide, infrastrutturate e attrattive le aree produttive della Venezia Giulia, con particolare attenzione ai poli industriali e logistici dell’area isontina e monfalconese, accompagnando lo sviluppo in chiave moderna, sostenibile e competitiva.
Disciplinato dalla normativa regionale di riordino dei consorzi (L.R. 3/2015), lavora negli agglomerati industriali per creare condizioni favorevoli all’insediamento e alla crescita delle imprese, offrendo e organizzando spazi, servizi, collegamenti, logistica e manutenzione mediante una regia operativa in grado di dare continuità agli investimenti.
La sua competenza riguarda più poli strategici della Venezia Giulia, tra cui la zona industriale del Lisert, Ronchi dei Legionari, Schiavetti-Brancolo e l’area di Gorizia, in un contesto territoriale storicamente caratterizzato dall’intreccio tra manifattura, logistica, portualità, trasporto su rotaia e grandi assi di collegamento.
Negli ultimi anni il Consorzio ha inoltre formalizzato una traiettoria di investimento e riqualificazione con un Piano Industriale 2026–2028, orientato al recupero di aree inutilizzate e al potenziamento delle infrastrutture negli stessi agglomerati produttivi in cui opera.

I.S.I.S. “Sandro Pertini”

L’I.S.I.S. “Sandro Pertini” è una scuola secondaria di secondo grado che, a Monfalcone e nel territorio, riveste la funzione di formare competenze spendibili, nel connubio tra cultura generale e saper fare. È un istituto tecnico e professionale che lavora su quattro percorsi di studio, molto legati alla vita reale del territorio, dai servizi alla persona fino alla filiera dell’accoglienza e alla manutenzione tecnica.
L’offerta formativa, infatti, copre ambiti diversi e coerenti con le esigenze del territorio: turismo, enogastronomia e ospitalità, servizi per la sanità e l’assistenza sociale, manutenzione e assistenza tecnica.
Un elemento distintivo risiede nella sua natura di polo scolastico: più sedi coprono un territorio che supera Monfalcone, includendo anche Grado per l’area dell’ospitalità, con l’Istituto Alberghiero.
In questo senso, l’istituto funziona come snodo territoriale e si distingue per il collegamento strutturato con il mondo esterno attraverso la Formazione Scuola-Lavoro (FSL), rappresentato da percorsi in contesti reali, tra imprese, enti e associazioni, che costruiscono un ponte stabile e di metodo tra aula e territorio.

Club per l’UNESCO di Udine

Il Club per l’UNESCO di Udine, membro della FICLU (Federazione Italiana Club e Centri UNESCO, collegata alla rete mondiale), nasce nel primo lustro degli anni Ottanta come realtà civica e culturale radicata sul territorio. Prende forma a partire da ricerche e contatti avviati nei primi anni ’80 e si struttura con l’obiettivo di tradurre, in iniziative concrete, i principi UNESCO, evidenziando la centralità dell’educazione e della promozione della cultura della pace e della non violenza. Nel tempo, questa impostazione ha dato al Club un taglio non solo valoriale, ma anche operativo, attraverso progetti, incontri e attività divulgative con scuole, associazioni e istituzioni, mettendo in rete competenze diverse. L’attività distintiva del Club risiede proprio nel proporsi come ponte tra i temi UNESCO e il lavoro quotidiano sul territorio, aiutando a leggere i luoghi e a riconoscere e apprezzare l’eredità materiale e immateriale.