Inquadramento e contesto funzionale

L’impianto di Fogliano rientra nel sistema idraulico e produttivo impostato sul Canale Dottori, derivato dalla sponda sinistra dell’Isonzo a quota 23,75 m s.l.m., con sviluppo complessivo di circa 9.800 m e pendenze comprese tra 0,3 e 0,75 per mille; la sezione del canale risulta progressivamente decrescente per effetto dei prelievi irrigui, con ruolo rilevante dei canali di S. Pietro e di Soleschiano. Nel quadro generale, il dislivello utile complessivo è pari a 18,45 m ed è ripartito su più salti, sui quali vennero impostate le centraline storiche.
A differenza delle centrali di Redipuglia e Porto, realizzate sull’asse del canale, Fogliano fu impostata “in fregio”, ossia in posizione laterale su una derivazione del canale stesso. Come gli altri impianti della serie, era dotata di sfioratore idoneo a smaltire la piena portata anche con macchinario fuori servizio e di un sistema di paratoie destinato alle regolazioni di livello e alla pulizia delle vasche di carico. Tali elementi, insieme alle opere di presa e di restituzione, definiscono il profilo funzionale dell’impianto nel rapporto tra gestione irrigua e sfruttamento energetico.

Caratteristiche dell’impianto originario

Per Fogliano, i dati di sintesi dell’assetto originario indicano: salto H = 2,10 m; portata Q = 16 m³/s; potenza P = 240 kW ai morsetti del generatore. I
Il macchinario era costituito da due turbine Voith ad asse verticale da 202 HP ciascuna, collegate mediante ingranaggi conici in legno a un albero orizzontale; all’estremità dell’albero, tramite giunto semielastico, era accoppiato un alternatore Ganz da 380 kVA a 180 giri/min. In linea con la dotazione degli impianti del Canale Dottori, le turbine risultavano del tipo Francis in camera libera con regolatori di velocità a comando oleodinamico; gli alternatori trifasi operavano a 42 Hz con tensione nominale 10 kV e collegamento diretto alla rete di trasporto; apparecchiature e strumenti elettrici (interruttori, sezionatori, relais) erano di fornitura Siemens-Schuckert.

Premesse della riattivazione e criteri di progetto

All’inizio degli anni Ottanta, con l’approssimarsi della scadenza della convenzione ENEL-Consorzio, si pose la scelta tra la rinuncia alle concessioni con consegna al Consorzio delle centraline operative nella versione originale, anche elettromeccanica, oppure il rinnovo della convenzione con rifacimento delle centrali in un’ottica di gestione competitiva.
La scelta si orientò verso la seconda soluzione, anche alla luce degli oneri necessari per rendere gli impianti almeno funzionanti e della delibera ENEL del 1979 che autorizzava il ripristino di piccoli impianti con potenza non inferiore a 100 kW e con costi di produzione non superiori a 50 L/Wh.
Un tema tecnico, esplicitamente richiamato per il Canale Dottori, è l’oscillazione delle portate derivabili, legata sia alla stagionalità irrigua sia alle variazioni connesse alle modalità di esercizio degli impianti idroelettrici jugoslavi sull’Isonzo, con modulazioni che si riflettono sulle portate disponibili all’opera di presa; tale condizione rese centrale la valutazione del numero e del tipo di gruppi da installare.

Scelta impiantistica per Fogliano: soluzione a sifone

Nella fase di definizione delle soluzioni, per Fogliano prevalse la configurazione a sifone, condivisa con Porto, con eliche ad asse obliquo e girante semisommersa. In alternativa, le soluzioni tradizionali avrebbero richiesto scavi tali da destare notevoli preoccupazioni a Fogliano, motivazione che orientò verso la scelta adottata. In termini generali di macchinario idraulico, le macchine a sifone presentano dispositivi automatici di sifonatura per l’avviamento (pompe aspiranti e rilevatori di riempimento) e arresto mediante disinnesco del sifone tramite apertura automatica di valvola di rientrata d’aria; tale logica rende superflua la paratoia di monte nelle manovre di arresto, fermo restando il suo ruolo indispensabile in altri impianti e in altre condizioni operative.
Per Fogliano, la riattivazione comportò un’evoluzione significativa rispetto alle ipotesi iniziali di mantenimento delle fondazioni esistenti. L’inserimento dei complessi a sifone, costituiti dal blocco turbina e dai condotti di adduzione e scarico, impose infatti la formazione di due tagli longitudinali nelle vecchie strutture fino a quote largamente inferiori al piano d’imposta delle fondazioni preesistenti. I lavori risultarono facilitati dalla natura del terreno, alluvionale compatto, e dall’assenza d’acqua negli scavi. Particolarmente onerosa e complessa fu la realizzazione dei condotti di adduzione e scarico, variamente sagomati e rastremati, che richiesero casserature in legname di esecuzione laboriosa; il getto monolitico di calcestruzzo che li circonda costituisce il blocco di sostegno del macchinario e lo zoccolo su cui appoggia il fabbricato metallico di contenimento. Al medesimo blocco risultano ancorati i gargami delle paratoie di gruppo, il sistema di comando e le griglie.

Nuovo fabbricato e impostazione impiantistica nella fase riattivata

Il nuovo fabbricato di Fogliano fu progettato con tipologia più razionale, in struttura e pannellature metalliche, completo di adeguato ponte gru. Sul piano elettromeccanico e di connessione, il progetto generale mirò a minimizzare i problemi di collegamento alla rete MT (media tensione) e ad adottare automazione semplificata, con sequenze di avviamento e arresto gestite informatizzate sulla base di segnali essenziali (presenza tensione in rete, livelli idraulici, anomalie interne).
L’impianto di Fogliano risulta caratterizzato da un salto di 2,10 metri, una portata di 16,70 m³/s e una potenza di 292 kW. Il dato restituisce l’immagine di un impianto di pianura, nel quale la limitata differenza di quota non costituisce un limite decisivo, poiché viene compensata da una portata significativa e relativamente regolare. Ne deriva una produzione elettrica di piccola scala ma tutt’altro che trascurabile in rapporto al contesto territoriale, riconducibile alla tipologia del mini hydro.

foto: la centrale nel 1985_Credit: Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia

➔Glossario Idroelettrico


Bibliografia Essenziale

Facile, Elio; Mancini, Giuliano; Sussi, Furio, La riattivazione delle centrali sul Canale Dottori, ENEL, Settore Produzione e Trasmissione di Venezia, 1988
Duca, Renato, L’agro monfalconese: sviluppi storici del territorio e bonifica, Grillo, 1981, 379 pp.