Inquadramento territoriale e infrastrutturale

La centrale idroelettrica di Redipuglia si colloca lungo il Canale Dottori, opera consortile a carattere promiscuo irriguo e industriale, alimentata dalla presa sull’Isonzo in località Sagrado e sviluppata per circa dodici chilometri fino allo scarico a mare, con un dislivello superato tramite sei salti.
Nel quadro generale dell’asta, in corrispondenza dei cinque salti più elevati, furono realizzate altrettante centrali idroelettriche; Redipuglia appartiene al gruppo degli impianti sull’asse del canale, quindi impostati direttamente sul tracciato principale.
Lungo questo canale si trovavano già in origine cinque centraline (Fogliano, Redipuglia, Ronchi, Monfalcone zona Anconetta, Monfalcone zona Porto) facenti parte della gestione delle Officine Elettriche dell’Isonzo; quattro impianti furono poi demoliti e sostituiti da strutture prefabbricate, mentre Monfalcone Porto rappresenta tutt’oggi l’unica conservata a testimonianza materiale del sistema originario.
In questa geografia, Redipuglia riveste un peso specifico particolare, essendo un punto centrale non solo per posizione lungo la direttrice del canale, ma anche per la funzione di nodo tecnico e di ispezione dei primi assetti impiantistici, oltre che per le scelte di esercizio adottate fin dall’avvio.
La centrale idroelettrica fu collaudata nel luglio 1906 ed era dotata di due gruppi da 500 HP costituiti da turbine Ganz accoppiate ad alternatori della medesima casa; uno degli alternatori poteva essere connesso con una motrice a vapore Škoda, da 500 HP a 180 giri/min, provvista di condensatore a miscela Westinghouse–Leblanc, quale riserva energetica nei periodi di magra o in caso di limitazioni della portata derivabile imposte dalle esigenze irrigue del Consorzio.
Questo aspetto risultò subito distintivo per Redipuglia rispetto alle centraline minori: l’impianto fu ideato, sin dall’origine, come infrastruttura capace di garantire il servizio anche in caso di scarsità della risorsa idrica.
Congiuntamente furono previste più linee elettriche ad alta tensione connesse al Canale Dottori e alle sue centraline, includendo direttrici che interessano direttamente Redipuglia sia verso Monfalcone sia verso Fogliano e Sagrado.
Il contesto della prima guerra mondiale incise in modo significativo sull’intero territorio isontino e se la centrale termica di Monfalcone fu pesantemente bombardata, certamente l’evento bellico influì sul sistema idroelettrico connesso, evidenziando come le Officine Elettriche dell’Isonzo ripresero il loro completo funzionamento solamente nel 1921.

Riattivazione nel secondo Novecento: logiche e criteri

Nel secondo Novecento le centraline idroelettriche sul Canale Dottori passarono da essere impianti storici, progressivamente ridotti e abbandonati per vetustà e costi elevati, a impianti rifatti per una gestione più semplice e competitiva, anche in risposta a un clima politico e tecnico favorevole allo sfruttamento delle risorse idroelettriche residue.
Durante la riattivazione fu inizialmente prevista la demolizione del fabbricato esistente, seguita dalla realizzazione delle nuove fosse turbine e dal risanamento delle bocche di presa e scarico. Il complesso generatori e moltiplicatori fu collocato all’aperto sopra lo zoccolo, mentre per  le apparecchiature di media tensione e di fu prevista la realizzazione di un piccolo fabbricato adiacente.
Questa scelta, in esercizio, produrrà anche criticità specifiche (rumore, esposizione agli agenti atmosferici, percezione paesaggistica), che diventeranno parte integrante della storia più recente dell’impianto, cioè della fase in cui la tecnica deve necessariamente misurarsi con il contesto.
Oggi la centralina, gestita da Edison, si articola come un impianto su due livelli e dotato di gruppi turbina-generatore ad asse verticale, con produzione a 0,4 kV e immissione in rete di media tensione a 20 kV
La centrale di Redipuglia si distingue in definitiva per alcuni tratti identitari: la precocità del collaudo (1906) e l’impostazione già mista con riserva a vapore per garantire servizio, il legame con una governance tecnica di alto profilo (Sartori) e con un’imprenditoria capace di trasformare opere di bonifica in infrastrutture energetiche, attraversando un secolo complesso come il Novecento tra ammodernamenti e ricostruzioni finalizzata alla continuità del servizio.

➔Glossario Idroelettrico


Bibliografia Essenziale

Facile, Elio; Mancini, Giuliano; Sussi, Furio, La riattivazione delle centrali sul Canale Dottori, ENEL, Settore Produzione e Trasmissione di Venezia, 1988
Felcher, Stefano, Alla ricerca del “carbone bianco”: dalla realizzazione dei primi impianti idroelettrici al monopolio nell’elettrificazione della regione Nord Adriatica, Udine, Saggio scientifico originale, aprile 2023
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondo Consorzio acque dell’Agro monfalconese, fotografico, scheda informativa ERPAC, s.d.
Consorzio Culturale del Monfalconese, Il canale irriguo industriale da Sagrado a Porto Rosega, scheda web, s.d.
Consorzio Culturale del Monfalconese, Cinque centraline idroelettriche, scheda web, s.d.
Edison S.p.A. Gestione Idroelettrica, Dichiarazione ambientale 2024-2026, schede impianti Asta Isonzo, 2024
Valcovich, Edino, L’Archeologia Industriale e il nostro Territorio, estratto periodico, s.d.