La prima stagione elettrica, quando l’energia arriva a Monfalcone e nasce anche l’Anconetta

La città di Monfalcone conobbe il primo allacciamento di corrente alla fine del gennaio 1909 e, entro il 1911, vennero costruite altre centrali lungo l’asta, tra cui Monfalcone Anconetta e Monfalcone Porto, con una rete ad alta tensione a 10.000 volt e reti locali a bassa tensione nella fascia tra Gorizia e Monfalcone.
È qui che l’Anconetta acquista una fisionomia diversa rispetto a Fogliano o Ronchi: non solo “salto e macchina”, ma tassello in una zona che, nello stesso periodo, stava cambiando pelle anche per l’avvio del nuovo sito cantieristico a Panzano e per l’aumento della domanda di energia, al punto da portare pochi anni dopo alla scelta di realizzare una centrale termoelettrica a Porto Ròsega.

Nel quadro di trasformazioni che segnò il primo Novecento monfalconese, un passaggio decisivo fu il primo accesso della città alla rete elettrica territoriale, alla fine di gennaio 1909. Nel biennio successivo vennero realizzate ulteriori centrali lungo l’asta del Canale Dottori, tra cui Monfalcone Anconetta e Monfalcone Porto, e si consolidò un sistema basato su una linea ad alta tensione a 10.000 volt e su reti locali di distribuzione a bassa tensione nell’area isontina.

Com’era la centralina storica e cosa la distingueva nel sistema dei salti

Nella descrizione tecnica del sistema del Canale Dottori, l’Anconetta apparteneva al gruppo delle centraline affiancate al canale più che impostate in asse e presentava un salto contenuto, di ordine di grandezza analogo a quello della centralina di Ronchi, con portate legate alla gestione consortile e alla stagionalità irrigua, come avveniva per gli altri impianti.

Negli anni Ottanta, la riattivazione degli impianti lungo il Canale Dottori fu guidata da una logica di riduzione dei costi di esercizio e di automazione. In quel rifacimento, l’Anconetta fu impostata come un impianto gemello a quello di Ronchi, con due gruppi per centrale, uno a pale fisse e uno a pale mobili, così da mantenere rendimento anche quando la portata oscillava in modo significativo.
I  gruppi turbina-generatore ad asse verticale ancor oggi presenti e in esercizio sono delle unità compatte in cui la turbina idraulica e il generatore elettrico sono allineati sul medesimo albero disposto verticalmente. La turbina ha la funzione di trasformare l’energia del salto e della portata del canale in rotazione meccanica, mentre il generatore converte quella rotazione in energia elettrica. L’assetto verticale consente un ingombro ridotto in pianta e una disposizione più razionale dei componenti nella sala macchine, con la parte idraulica collocata in basso in prossimità delle opere di adduzione e scarico e la parte elettrica in posizione superiore, più facilmente accessibile per controlli e manutenzioni.
La produzione contemporanea si attesta attorno ai 0,4 kV e il trasporto in rete MT a 20 kV.
Un episodio recente, inoltre, chiarisce come questi impianti non siano solo dispositivi di produzione elettrica, ma anche punti in cui il canale può mutare comportamento. Difatti, in un’estate di magra e caldo accentuato, presso questa centralina si segnalò una considerevole proliferazione di piante acquatiche, favorita dal rallentamento della corrente: un dettaglio in apparenza marginale, ma utile come indicatore dello stato del canale, perché rende evidente il rapporto tra riduzione della velocità di deflusso, incremento dei depositi, variazioni dell’ossigenazione e conseguenti carichi di manutenzione.

foto: Particolare delle opere idrauliche contemporanee con paratoie, dispositivi di regolazione e strutture di servizio in fregio al canale_Credit: Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia

➔Glossario Idroelettrico


Bibliografia Essenziale

Facile, Elio; Mancini, Giuliano; Sussi, Furio, La riattivazione delle centrali sul Canale Dottori, ENEL, Settore Produzione e Trasmissione di Venezia, 1988
Felcher, Stefano, Alla ricerca del “carbone bianco”: dalla realizzazione dei primi impianti idroelettrici al monopolio nell’elettrificazione della regione Nord Adriatica, 2023
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