Il cantiere navale di Panzano e l’esigenza di una riserva termica

Nel primo Novecento il sistema elettrico monfalconese si sviluppò in stretta relazione con l’assetto idraulico del Canale Dottori, opera consortile orientata verso Porto Ròsega e caratterizzata, lungo il tracciato, da una sequenza di cadute utilizzabili a fini industriali. L’avvio della distribuzione elettrica territoriale si accompagnò alla costruzione di centrali idroelettriche lungo l’asta e alla realizzazione di una rete ad alta tensione a 10.000 volt, affiancata da reti locali di bassa tensione nella fascia tra Gorizia e Monfalcone.
Nel medesimo periodo Monfalcone conobbe una profonda trasformazione territoriale con la fondazione, nell’aprile 1908, del Cantiere Navale Triestino di Panzano. L’espansione del polo cantieristico e la crescente fame di energia imposero il superamento del solo modello idraulico, rendendo vitale l’apporto di una generazione svincolata dalle incertezze della portata d’acqua e dalle servitù irrigue. Questa nuova capacità produttiva divenne il cardine per garantire quella continuità d’esercizio ormai pretesa da un apparato industriale in rapida trasformazione, che non poteva più permettersi le intermittenze delle fonti tradizionali.
In tale contesto, nel 1913, le Officine Elettriche dell’Isonzo realizzarono a Monfalcone, presso Porto Ròsega, una centrale termoelettrica di potenza pari a 4.000 kW (attestata anche come 6.000 HP installati), configurata come riserva a supporto del fabbisogno in crescita. Nel 1914 fu inoltre acquisita una concessione per la realizzazione a Monfalcone di un capace impianto termoelettrico in zona portuale, individuata come area in cui, in epoca successiva, sarebbe sorta la centrale termoelettrica ENEL.

Reti del Monfalconese e del Triestino

Parallelamente alla realizzazione della termica, nel 1913 fu costruita una linea elettrica a 25.000 volt tra Monfalcone e Trieste, con funzione di rafforzamento del collegamento tra il polo isontino e il capoluogo giuliano e di sostegno all’espansione della distribuzione. Nel 1915 si registrò un ulteriore sviluppo, con la costruzione di una rete sotterranea a Trieste alla tensione di 25.000 volt. Questa soluzione di ampio respiro si integrò nel più vasto potenziamento delle reti di trasporto, rivelandosi determinante nel consolidare l’approvvigionamento elettrico e nel sostenere, con un’unica e stabile architettura, lo sviluppo parallelo dei consumi urbani e delle ambizioni industriali.
La guerra incise sul sistema in modo diretto, arrecando numerosissimi danni alle centrali di produzione e alle reti di distribuzione. Non fece eccezione nemmeno la termica di Porto Ròsega, che fu bombardata nel 1916.

foto: Canale Valentinis, primi del ‘900_coll. Bernardis

Glossario Termoelettrico


Bibliografia Essenziale

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