Nel quadro della progressiva industrializzazione del territorio, tra la fine dell’Ottocento e il Novecento il Monfalconese si configura come un ambito produttivo integrato, organizzato lungo l’asse ferroviario, portuale e industriale e sostenuto dalla disponibilità d’acqua, di energia e di infrastrutture di trasporto. In questo quadro, accanto agli impianti idraulici e alla prima elettrificazione legata al Canale Dottori, si sviluppa progressivamente anche la trasformazione termoelettrica dell’energia, destinata ad assumere un ruolo sempre più rilevante nel sostenere la crescita dei consumi civili e industriali. Tale processo trova il suo approdo più compiuto nella grande centrale a carbone del secondo Novecento, recentemente dismessa, che per decenni ha rappresentato uno dei principali fulcri energetici del territorio. Le successive riconversioni e dismissioni hanno modificato profondamente questo paesaggio produttivo, lasciando tuttavia riconoscibili le tracce materiali di una lunga stagione industriale ed energetica.














